In evidenza

Lettera a Chiara


Dolce Chiara, sei ai tuoi primi 10 anni. Se ripenso ai trascorsi vedo solo amore, gioia e tanta voglia di crescerti. Con la mamma finora siamo stati costantemente impegnati alla tua educazione e non c’è stato attimo delle nostre giornate in cui il pensiero di vederti venire su bene non ci abbia lasciato. Adesso quando ti guardo vedo i miei valori vivere in te ed è in me lo sguardo fiero di avere una figlia non solo bella, sana e intelligente ma anche con delle basi che si stanno rivelando solide per l’età che ha.

Forse stiamo facendo il lavoro giusto.

Possiedi un dono raro figlia mia: Sei davvero curiosa della vita e ti sforzi di guardare oltre le cose per come appaiono e capisci subito il contesto, colorandolo poi della tua innocenza nel tuo mondo fantastico. Sembri più grande dei tuoi 10 anni e la tua sensibilità è sorprendente tesoro mio, quando parliamo insieme capisco che hai ben compreso, molto più di tanti miei coetanei, e replichi in materia sensata e compiuta, molto più di tanti altri bambini. La tua maestra ci ha detto che hai un intelligenza particolare, rara, che è quella emotiva. Sono preoccupato per te perché soffrirai per questo, anche qui, più di altri, ma sono anche certo che avrai risorse per saper domare il tuo demone e affrontare le tue paure. Non sarai sola.

Tu stai crescendo e non passerà molto prima di vedere quel cambiamento chiamato pubertà…inizieranno gli scontri fra poco, il nostro rapporto cambierà con te, arriverà il tempo delle frizioni e delle incomprensioni. Voglio dirti che Papà tuo ascolterà sempre la tua inquietudine e avrai una spalla su cui piangere, se lo vorrai. Sappi che le distanze le potremo colmare sempre, che ti sarò accanto sempre, che ti aiuterò sempre e le tue paure saranno le mie paure, i tuoi problemi i miei problemi. Io non mi farò da parte ma se questo potrà aiutarti sarò in disparte, a favore della mamma se vuoi, in un angolo della tua vita pronto a proteggerti, pronto ad aiutarti. Insieme se lo vorrai affronteremo da punti di vista differenti tutti i tuoi prossimi passi con l’unico filo conduttore che non può lasciarci mai: l’amore che abbiamo dentro.

Guarderò alla tua personalità in divenire come alla migliore delle assicurazioni per la tua vita, quella stessa vita che ti aspetta là fuori, che ti darà inevitabilmente schiaffi ma anche carezze.

Il mio miglior augurio di buon compleanno tesoro mio.

Papà tuo.

 

In evidenza

Tempo di bilanci


E’ un classico quello di voler fare un bilancio dell’anno che sta volgendo al termine. Si mettono su una bilancia le cose positive e quelle negative e poi si tirano le somme. Il giudizio per quanto oggettivo contiene sempre una buona dose di soggettività e alla fine prevale la dose di ottimismo o pessimismo a seconda di come ci siamo svegliati il 31 mattina.

Io non starò ad elencare le mie cose belle e meno belle e non darò un giudizio sul mio anno perché voglio cominciare ad inquadrare questo aspetto di controllo della mia vita in un range di valori e giudizi più ampio rispetto alla mia piccola sfera privata.

Tutto ciò che ci accade è il riflesso delle nostre azioni e delle nostre scelte nell’80% dei casi, il resto lo decide il caso e pertanto decidere oggi se quelle scelte furono giuste o sbagliate non ha senso, semplicemente perché in quel momento erano giuste cosi…ma poi in fondo a che serve sapere se la mia vita quest’anno è migliorata oppure no, se ho meno amici o più debiti, se ho più soldi o meno tempo, se ho perso qualcuno o guadagnato qualcosa….succede a tutti, ogni giorno, in ogni angolo del pianeta.

Quello che conta è cosa ho fatto in relazione all’ambiente e alle persone che mi circondano. E’ il concetto di “buon anno” che va soppesato e ripensato.

Quello che conta è sapere se la strada che ho intrapreso mi stia portando verso il mio obiettivo di condivisione di un mondo diverso oppure no, se le persone che mi leggono o che parlano con me sanno oppure no con chi hanno davvero a che fare, se hanno compreso oppure no se sia meglio una bugia intera di una mezza verità, se i valori e gli ideali trovano terreno fertile su cui costruire un nuovo mondo.

Se guardo a ciò che è successo a Parigi, in medioriente, in Russia e in Ucraina e in Turchia il mio anno non è stato buono.

Se penso che abbiamo il terzo Premier nominato e mai passato dalle urne, non è un buon anno. Se penso che le lobby, le Elite e la Massoneria Internazionale piegano la testa ai popoli d’Europa e che questi non la alzano, non è stato un buon anno. Se penso che il nostro paese è al 70esimo posto nel mondo per la libertà di stampa, non è un buon anno.

Davvero pensate che aver potuto comprare un SUV, un computer da 2500 euro, viaggi in A-380 prima classe e vacanze in cabinato abbia reso migliore voi e il vostro anno che sta finendo? E’ una felicità effimera.

Davvero pensate che aver aggiunto 100 contatti sul vostro social abbia reso migliore il giudizio  che hanno gli altri di voi?

Sarà buon anno solo quando vedrò i germogli di una nuova democrazia affacciarsi allo scranno del potere, quando saprò che i miei figli potranno ritenersi davvero liberi di scrivere ciò che vogliono e di sostenere i loro valori senza cozzare contro gli interessi piccoli e meschini dei loro conoscenti falsi e corrotti. Sarà un buon anno quando la smetteremo di voler cambiare tutto per non cambiare mai niente e quando, almeno in quel momento, saremo chiamati alle urne, non staremo a casa bofonchiando “Fanculo a tutto, a votare ste merde non ci vado”. Votare è un dovere, un diritto, un modo per partecipare attivamente, per far sentire la propria voce, per mandarli “A Fanculo” davvero! Finché non ci faranno votare dovremo lottare.

Il 2015 non è stato un buon anno perché non sono accadute nessuna delle cose di cui sopra ma il 2016 potrebbe esserlo non perché potremo votare finalmente, non perché accadranno tutte queste cose belle ma se solo la smettessimo tutti di guardare solo al proprio orticello e cominciassimo a lottare veramente per le cose che contano…se guardassimo prima al bene comune? all’aria, alla terra, al consumo di suolo, all’inquinamento, alla differenziata…non sapete come si lotta? certo che no, hanno lottato i nostri padri per noi e noi ci siamo adagiati. Adesso però è venuto il momento di lottare noi per i nostri figli, il nostro prossimo, i nostri amici e parenti.

La parola d’ordine per il mio 2016 è: Denuncia

Denuncerò qualsiasi comportamento che non vada in questa direzione, anche il vicino che non farà la differenziata, che tiene in catene il cane sul terrazzo, l’esercente che non rilascerà lo scontrino, il dentista che non vuole farmi la fattura, l’ubriaco che guida al volante, il drogato violento, condividerò sui social ogni atto scorretto dei parlamentari che sono contro il popolo per aumentare la consapevolezza altrui.

Impariamo a lottare, ne avremo bisogno e solo allora sarà davvero stato un

Buon anno

In evidenza

Grazie a chiunque mi abbia letto e buon 2016 a tutti


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.300 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 38 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

In evidenza

“Il grande dittatore”


«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenta e tutto è perduto.
L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore. Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo».
Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera, di fare questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze.
Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!»

Cali Chaplin 1940 – Monologo da “Il Grande Dittatore”

In evidenza

Earth


Primavera a Natale non solo non è affatto normale ma è anche pericolosa. I meteorologi non sanno che pesci pigliare…l’alta pressione resiste e resisterà ancora per molti giorni e ci saranno conseguenze assolutamente percettibili per noi, altroché, ad iniziare dai bacini che non si rinnoveranno né si riempiranno, una siccità senza precedenti, i raccolti, la soglia di PM 10 che non si abbasserà e costringerà a respirare una qualità dell’aria peggiore, si compromette il turismo di montagna…Sulle Alpi vi è un sole spettacolare in questi giorni e poca neve, troppo poca….. E non è cosa buona.

In generale la temperatura del pianeta è aumentata di oltre 3 gradi negli ultimi 100 anni ma ha una velocità di crescita tale che fra 30 anni ci saranno oltre 2 gradi in più, se non si attuano subito misure su scala mondiale. I cinesi iniziano a consumare e ad inquinare come gli Americani e sostengono di avere lo stesso diritto di fare tanto quanto hanno fatto finora gli Occidentali…., i ghiacciai si sono ritirati del 13% negli ultimi 40 anni e gli ecosistemi stanno cambiando senza poter garantire il normale ricambio e volume.

Ogni grado in più del pianeta corrisponde ad un aumento di circa 3 metri in più del livello delle acque…Alcune città delle zone costiere spariranno. Nel 2050 le Maldive non esisteranno più.

Non lo dico io ma tutti i più autorevoli rapporti sul clima pubblicati dalla comunità scientifica. Questo è il preludio ad una nuova era glaciale e se non cambia El Nino siamo spacciati perché sarà interessato tutto l’Emisfero settentrionale. Emigreremo in Africa…ci accoglieranno come abbiamo fatto noi?

Che dobbiamo fare nell’immediato?

Iniziare a preservare il consumo di acqua dolce, consumare meno sia in termini di cibo che di beni durevoli, convincere i Cinesi a cambiare stile di vita da subito.

Sarò tocco ma a me preoccupa più questo che l’ISIS o la fantomatica minaccia nucleare di qualche stato Canaglia.

Abbiamo una Terra sola ma l’uomo sembra che prepari l’autodistruzione.

Stasera mi sento OTTIMISTA…..ciaoooo

In evidenza

A volte è meglio tacere


Troppe parole, troppe righe scontate, mi rendo conto che l’etere è davvero stracolmo di ovvietà e banalità. Basta avere un cognome un tantino conosciuto e orde di fans legittimano ogni stronzata che passa per la testa.

Non mi sento affatto a mio agio in un posto in cui tutti parlano, tutti scrivono ma pochi, davvero pochi, capiscono.

A volte è meglio tacere…e io tacqui

In evidenza

Il prezzo delle proprie scelte


Fai cento cose giuste e una sbagliata, stai pur certo che ti giudicheranno per quella. E’ inevitabile che sia cosi, come è inevitabile che prima o poi le circostanze ti presentino il conto dei tuoi errori o pseudo tali.

Le attenuanti poco importano quando il sistema ha deciso che deve “farti fuori” lo fa, senza se e senza ma. Anzi lo fa pure con un certo cinismo, aspettando il momento giusto per i suoi fini, usando le parole migliori ma che nascondono le intenzioni peggiori.

Caro amico mio spero davvero che per te le cose non si complichino e che alla fine si trovi una quadra soddisfacente. La mia è una speranza.

E’ chiaro oggi tu paghi il prezzo delle scelte di ieri e che col senno di poi sembrano oggi ancora più giuste, nel loro ideale e valore, ma purtroppo anche le più inopportune.

Tutti noi paghiamo il prezzo delle nostre scelte e poco importa se vi fosse buona fede, prima o poi si presenta il conto e per chi lo deve pagare è sempre troppo salato.

Rimane però un fatto di inaudita grandezza: L’aver sempre sostenuto a testa alta il proprio credo, la propria posizione. Questo è l’esempio del padre, l’antitesi dell’ignavia, il coraggio delle idee.

Io ti stimo tanto davvero lo sai, come sai anche che da amico ti dissi in un tempo neanche troppo lontano che era il caso di inserire la modalità silenziosa….c’è un tempo per parlare, uno per agire, uno per stare fermo e uno per tacere.

Good luck my friend

In evidenza

Una lacrima inevitabile


Il 900 si è caratterizzato sostanzialmente per due impulsi che ha avuto la nostra specie, uguali e contrapposti fra loro. Siamo stati capaci di realizzare grandi invenzioni e di dare al mondo una nuova speranza quando in Europa più che altrove si era persa.

Mentre gli Americani in patria consumavano per sostenere l’economia interna, i soldati intervenivano nei nostri confini per liberare tutti dalla follia della ideologia nazista, che si è abbattuta come furia cieca sui popoli di Europa. Le SS sono state il braccio armato della leggi razziali e hanno portato l’umanità sul punto più basso della sua bassezza.

In ogni angolo d’Europa vi era solo morte e sofferenza. 50 milioni di morti di cui 6 milioni di Ebrei, deportati nei campi di concentramento. Solo poche centinaia di migliaia faranno ritorno a casa.

Io non c’ero, ho letto i libri di storia e guardato documentari e film di ricostruzione e di repertorio e a fatica sostengo il pensiero senza versare nemmeno una lacrima per tutta la disperazione che ha segnato i popoli di Europa a quel tempo.

Oggi la storia si ripete, solo che i nuovi nazisti sono islamici, sono ai nostri confini e sono loro a cercarci. Seppur con dei contorni diversi, seppur con una motivazione diversa, c’è comunque un filo conduttore che lega il 2015 al 1943: una guerra lunga ed estenuante e non ci saranno prigionieri, neanche stavolta.

Le cose si stanno mettendo per il verso sbagliato fra la Russia e il resto del mondo e l’uomo può finire, ancora una volta, sull’orlo dell’abbisso dopo averlo già conosciuto lo scorso secolo.

Stavolta però è diverso, ci sono le atomiche.

Personaggi chiave ed influenti dell’establishment Americano hanno dichiarato che l’atomica se non usata, alla lunga non è nemmeno più un deterrente.

Hanno creato sistemi di intercettazione satellitare di missili balistici intercontinentali e altri hanno creato missili a testata multipla da 100 megatoni in grado di spazzare via un intero continente in uno sfavillante millisecondo.

Starete pensando che l’uomo non può essere cosi stupido da distruggere tutto…il punto è che entrambe le potenze pensano di distruggere il nemico prima che egli possa rispondere o arrecare seri danni all’altro. Il vero nemico è l’uomo stesso.

Per me l’uomo con la Shoa e il nazismo ha già dimostrato la sua stupidità e se state pensando che si tratta di altri tempi beh sappiate che ciclicamente la storia si ripete…ed è già iniziata.

Una lacrima inevitabile, per tutti coloro che hanno sofferto e che stanno soffrendo a causa della nostra stupidità, cecità, incapacità, ingordigia e avidità. Non da meno a causa di chi non si ribella al pensiero unico e propagandistico.

Quando la guerra bussa alla tua porta ti rendi conto di tutti gli errori fatti.

In evidenza

Generazione 5S


Come non condividerla….loro non molleranno mai, noi neppure:

Noi siamo la prima Generazione 5 Stelle. Siamo il futuro. 

Siamo donne e uomini uniti da un nuovo sogno di Liberazione, un sogno che si sta avverando giorno dopo giorno.

Nei loro manuali di controllo sociale e di telemarketing non avevano previsto che in cosi’ tanti avremmo rialzato la testa, che in cosi’ tanti avremmo vomitato sul loro sistema mafioso piuttosto che accettarlo e integrarci lentamente ad esso.

Non immaginavano che in tanti avremmo spento le loro televisioni, gonfie di gossip, e non avremmo comprato piu’ i loro giornali, gonfi di bugie. 

Siamo la prima Generazione 5 stelle.
Siamo quelli che non credono piu’ alle loro vuote promesse che durano giusto il tempo di un titolo sul giornale, alle loro finte inaugurazioni di ospedali che poi loro stessi chiuderanno nel silenzio completo/complice della stampa, alle loro bugie seriali travestite da novita’ e progresso.

Siamo quelli che non dimenticano e che non si vendono al loro dio denaro.

Siamo cittadini che hanno trovato il coraggio di dire NO al nostro capo che ci sfrutta e per di piu’ ci vuole anche convincere che lo fa per il nostro bene. E diciamo NO al politicante che non distingue piu’ destra da sinistra, ma distingue solo l’odore dei soldi.

Siamo quelli che non svendono il proprio voto al miglior offerente.

Siamo i veri anticorpi alla corruzione e al clientelismo che dilaga e che per decenni ha garantito in Italia il mantenimento di un sistema sociale marcio e crudele verso i piu’ deboli. Un sistema che ha sfruttato gli immigrati, i disabili, i giovani, gli anziani, i disoccupati e i precari. Un sistema che ha approfittato della loro fragilita’, per guadagnare e guadagnare.
Noi abbiamo svelato a tutti gli italiani il loro gioco sporco, abbiamo seminato il germe del dubbio nel loro perfetto ingranaggio macina consenso.

E sottovalutandoci, hanno fatto in modo che il contagio 5 stelle si diffondesse ovunque e ora non possono piu’ fermarci, perche’ il processo e’ irreversibile. 
La Rivoluzione 5 Stelle e’ inarrestabile. E lo sanno molto bene.

Quando saranno chiusi in un angolo useranno ogni arma contro di noi, approfitteranno di ogni modo legale e non legale per fermare il M5S.

Noi portavoce 5 Stelle siamo in prima linea nelle istituzioni, ogni giorno, e in questa guerra stiamo preparando la democrazia del domani, li’ dietro l’angolo, un mondo che sta arrivando e trascinera’ tutto con se’: chi non e’ onesto sara’ costretto a diventarlo, perche’ i ladri e gli speculatori andranno davvero in galera o verranno emarginati dalla societa’. Vedremo solo qualche piddino in giro a piede libero, ma non ci stupiremo. Non li perseguiteremo per aver distrutto l’Italia, ma li accoglieremo come pentiti, se avranno voluto ammettere i loro errori, anche se troppo tardi.
Qualcuno di loro ha capito cosa e’ davvero il MoVimento 5 stelle….e la conseguenza naturale e’ stracciare la tessera del PD, non partecipare piu’ a riunioni chiuse in una ammuffita sezione di partito dove il capobastone stabilisce linea e candidati in base a quanti voti porta il parente o l’imprenditore amico del politico che controlla e affama il territorio.

La conseguenza per chi rinnega la sinistra che ha gia’ rinnegato da tempo se’ stessa e tutti i propri valori, e’ unirsi a noi. 

Semplicemente.

Siamo la prima Generazione 5 Stelle.
Chi non lo ha ancora capito e’ perduto: uffici stampa e giornalisti che continuano a sbrodolare parole vuote con il solo scopo di difendere l’indifendibile. Politici laziali che continuano ad ascoltare l’orchestra mentre il Titanic affonda grazie a Schettino Zingaretti, tronfio della sua superiorita’. Sordo, come i suoi fantocci yesmen in consiglio regionale, piddini che non hanno voglia di lavorare, non vengono in ufficio, ma si riempiono tutti i mesi le tasche con 8000 euro netti + rimborsi e regalie varie.

Tutto questo sfregio allo Stato, cioe’ ai cittadini, finira’, molto presto.

Hanno i giorni contati, ma continuano a fare ancora baldoria, almeno finche’ possono. 

Avete munto la mucca, fino ad oggi, impuniti e ingozzati da soldi e potere.
Ora tutti noi vi chiediamo il conto, e dovrete restituire ogni cosa, dal primo all’ultimo euro che ci avete rubato.

Siamo la Generazione 5 Stelle, quella che segnera’ con la loro fine, la nascita di un’Italia nuova.

In evidenza

Odiare è soffrire


Odiare fa parte di noi, della nostra genesi.

A volte sembra che non aspettiamo altro per farci odiare o per odiare, andiamo alla ricerca delle situazioni che possano farci sfogare questo sentimento.

Per i caratteri più miti l’odio è un sentimento devastante che quando colpisce trasforma e di quella persona non rimane più nulla.

Penso che alla fine anche colui che è più incline all’odio faccia fatica a farlo. Odiare è soffrire perché ti costringe a tirare fuori la parte peggiore di te, a basare le tue prossime decisioni sullo stimolo di un stato d’animo non sereno, inquinato per cosi dire da una furia cieca che vuole solo colpire e ti fa soffrire perché si innesca una lotta interiore nel tenere a bada gli istinti, nel trovare il modo di uscirne, nel trovare la forza per perdonare.

L’odio toglie lucidità, offusca la mente, contrappone quel sano senso di umanità che non dovremmo mai perdere per non perdere definitivamente noi stessi. Quando semini odio si realizzano violenze e anche se solo con il pensiero qualcuno, da qualche parte del mondo, lo hai certamente ammazzato se non altro soltanto alimentando il clima di odio e rancore.

L’Odio peraltro non si contrappone di certo all’amore, non c’è partita, non sono due facce della stessa medaglia. Il contrario di amore è indifferenza, non odio e in fin dei conti puoi amare molto nella tua vita ma non puoi altrettanto odiare molto. Moriresti.

Eppure l’odio è tra noi, si mescola e si nasconde nei falsi sorrisi, nella quotidianità si avvinghia all’invidia e uccide quanto di buono può esserci là fuori.

Se c’è una cosa che odio io è il buonismo finto e a tutti i costi ma tollerare non è essere buonisti, fissare l’asticella del rancore troppo in basso ci fa scendere al piano inferiore, quello di chi odia e io per quanto incazzato possa sentirmi non voglio conoscere il mio inferno personale.

Odiare è soffrire e morire dentro, un po’ alla volta, ci rende non certo più simili alle bestie (magari) ma più uguali ai nostri carnefici equiparandoci inesorabilmente e innescando una spirale senza fine.

Vi è un guadagno in questo? l’odio fa il paio con la vendetta ma chi si vendica non guadagna nulla, perde solo, sopratutto se stesso, per sempre.

In evidenza

Una sporca guerra 


Sono rammaricato per i fatti di Parigi e il puzzle è ancora in via di definizione ma alcune considerazioni non si possono non fare visti i morti che si stanno susseguendo.

Presto la paura dilagherà. Hanno invitato la gente a non uscire, chiuso le frontiere, l’economia si potrebbe avvitare.

Ripercussioni in tutta Europa e sotto l’amplificazione degli ulteriori proclami di morte :”adesso tocca a Roma, Londra e Washington”.

E’ la solita politica estera del cazzo made in USA che crea sommosse, arma i ribelli, fomenta i popoli per destabilizzare quei governi che remano contro gli interessi Americani.

Saddam voleva vendere il petrolio in Euro, Assad ha una banca Centrale indipendente e inattaccabile se non con una guerra in terra Siriana, Gheddafi ormai non cooperava più.

Egitto, Libia, Siria destabilizzati creando l’Isis.

Volete farmi credere che l’Esercito più potente al mondo sia inerme difronte a 100k guerriglieri senza aerei ne armi pesanti ne chimiche ne batteriologiche ne atomiche???? Prima eravamo tutti Charlie poi tutti Paris, e nel frattempo? Che è successo nel frattempo? Abbiamo continuato a comprare il loro petrolio, a vendergli le nostre armi, a lasciargli campo. Compresi noi Italiani.

Ecco se avessimo un briciolo di amor proprio o per i nostri figli e il nostro futuro dovremmo sollevarci per chiedere la testa politica di chi tira le fila del potere e invece assistiamo noi si inermi, con lo smartphone in mano allo scempio totale. Siamo ipocriti, tutti.

In questa guerra tutti sanno da che parte stare…a parole

In evidenza

Tutto ha un prezzo


Nel sistema Capitalistico tutto ha un prezzo, compreso ideali e valori. La corruzione è parte genetica del neoliberismo e il merito è un accessorio, un opzione, non certo un fondamentale. 

In Italia siamo al massimo dell’espressione del concetto. Le sentenze si possono vendere al pari delle mele e delle pere, in barba a quell’elemento che consente la tenuta sociale: la giustizia su tutto.

Cosa ci alziamo a fare per andare a lavorare la mattina se permettiamo ai nostri figli di vivere in questo contesto? 

Siamo meno che sudditi, meno che schiavi perché almeno loro erano coscienti della loro condizione e gli era garantito un tetto sulla testa e gli alimenti base. Provate a perdere il posto di lavoro e a pensare cosa vi può accadere dopo la fine dell’assegno di disoccupazione se non avete una rete sociale che vi protegga….pensateci.

  

In evidenza

Fiducia


Si certo sappiamo tutto sulla fiducia. Quanti discorsi sono stati fatti su questo argomento? “Meglio non fidarsi”, “chi si fida è perduto”, “se vuoi una cosa fatta bene fattela da solo”, “fidarsi è bene e non fidarsi è meglio”…..

Mi ha particolarmente rattristato una frase che sentii non molto tempo fa da una persona :”Io non mi fido nemmeno di mia madre”.

Una frase fatta direte, per rendere meglio il significato della sfiducia nell’altro. Bene, anzi male, perché non solo non rende l’idea ma la distorce.

Adesso starete pensando che chi si fida è un allocco e che nella nostra società è da sprovveduti dare fiducia alle persone. Dai ditelo, ripetetelo più volte. Ripetetevi più volte: “io non mi fido di nessuno”……

Come vi sentite? siate almeno coraggiosi e dite la verità…come vi sentite? io ci ho provato e avverto una sensazione bruttissima. Improvvisamente i miei pensieri sono tutti negativi, mi guardo intorno con sospetto e cerco negli occhi dell’altro la scintilla dell’odio e dell’invidia che confermi che è giusto non fidarmi affatto di nessuno, “nemmeno di mia madre”. Finirete per non fidarvi davvero nemmeno di vostra madre.

Io penso invece che tutto il progresso scientifico, tutte le migliori cose che l’uomo ha prodotto, tutte le nostre più belle emozioni nascano sulla base della reciproca fiducia.

Come avremmo potuto conquistare lo spazio, imbrigliare l’atomo,  dare all’umanità cose fantastiche come questo computer da cui posso scrivere e raggiungere tutti in un lampo grazie ai social network, se non ci fosse stata fiducia fra gli uomini? E poi ancora, come potremmo sposarci, fare un progetto a due, essere amici, avere relazioni soddisfacenti se non ci fosse la fiducia?

Ma la sfiducia e la fiducia non sono come il bene e il male, non sono due facce della stessa medaglia e non sono antagoniste fra loro. Il bene e il male fanno parte della nostra natura, sono forze intrinseche dell’uomo che si misurano in una continua lotta di supremazia fra loro con il risultato di mantenere un equilibrio conservativo della specie.

Nell’essere fiduciosi verso il prossimo oppure no, invece, si può sempre operare una scelta. Semplicemente

Non fa parte del carattere o della personalità, il riporre la fiducia è una inclinazione personale, per tempo vigente, destinata a quel dato evento.

Si può decidere che non ci sono le condizioni per dare fiducia ma anche cambiare idea, si può pensare che tutti siano stronzi ma anche che lo siano perché appaiono come tali soltanto ai nostri occhi e invece magari le cose stanno effettivamente in maniera diversa. Contestualizzare e relativizzare. Non generalizzare mai e rimanere lucidi e superpartes rispetto ai contesti.

Riporre la fiducia dipende dalla nostra percezione e proprio per questo chi non si fida a priori, chi parte prevenuto, chi pensa che non ne valga la pena, in genere vive malissimo, ha una vita complicata, pochissimi amici o quasi nulli, mostra una maschera a coltre ed ha una pericolosa chiusura mentale. Spesso ha la verità in tasca ed è poco disposto al dialogo. Non vorrei mai essere una persona così, vivere così.

Alle persone va sempre aperto un credito di fiducia e misurato con attenzione il suo uso. Potrà anche deluderci ma non sarà stato tutto inutile, avremo trovato un altra persona su cui tenere alta la guardia e di volta in volta capire cosa dobbiamo fare con lui.

Le persone ci deludono tutti i giorni e anche chi pensa di non farlo mai in realtà delude a sua volta, ma non per questo dobbiamo chiudere i conti.

E’ fatta salva la gravità delle scorrettezze, ovvio.

In generale dico che è più bello ed è meglio avere un atteggiamento di apertura e di fiducia piuttosto che il contrario. Vi svelo un segreto : Ad essere chiusi, sospettosi e sfiduciati nel prossimo non abbiamo comunque nessunissima protezione emotiva.

Tanto vale sviluppare il coraggio di combattere per avere il meglio da se e dagli altri.

In evidenza

Fragilità


Mi reputo forte, con una spiccata personalità ed una incrollabile determinazione sia nei confronti della vita in genere, sia nei confronti dei miei obiettivi, sia con chi mi circonda. Tuttavia mi scopro a volte incapace di aggredire subito le mie crisi.

Non sono diverso dagli altri, anzi. Mi sento fragile.

Si ma che cos’è la fragilità di una persona?

La fragilità va intesa a 360 gradi: Si è fragili quando non si riesce a fare fronte alla propria inquietudine, quando non si riesce a trovare una exit strategy dai nostri problemi, quando ti scopri incapace di reagire e più marcatamente quando la tua fragilità ti comporta stati complessi della tua psiche che possono anche degenerare in aspetti patologici.

Oggi sappiamo bene che gli equilibri sono molto precari, nel lavoro, negli affetti, nella salute e governare questa precarietà non è affatto semplice, siamo equilibristi che si misurano tutti i giorni con i loro perché, sospesi fra il cadere a terra e farsi male e l’occasione di rafforzare invece, ancora una volta, l’autostima.

Molti hanno un approccio filosofico, altri pragmatico, altri invece rimangono in balia della loro inerzia.

Il “dolore muove più del piacere” , certamente, ma la complessità delle variabili in gioco, ci impedisce di azionare quella “leva” che ci solleverebbe subito….così facendo però si innescano inevitabilmente dei meccanismi tossici per noi stessi.

Chi tenta di farcela e non riesce nel superare le sue crisi è semplicemente più sensibile di altri ma anche più vulnerabile ed è certamente compito dell’amico del cuore o del famigliare più prossimo offrire il suo supporto. E’ certamente opportuno rivolgersi ad un professionista per il giusto trattamento.

La fragilità nel mondo moderno è erroneamente vista come un “difetto” ma la fragilità invece esalta la sensibilità, l’umanità di una persona e la sua intelligenza emotiva.

La fragilità rende la vita una sinusoide fra momenti di alti e bassi, ti porta alle vette più alte ma anche agli abissi più profondi e riflettendoci cosa può rendere più completa e più forte una persona se non l’aver conosciuto prima il suo abisso? La fragilità ci impone di affrontare nuove prove e nuove sfide da superare con noi stessi e stimola la nostra esistenza, resistenza, resilienza.

La vedo come una opportunità e non una componente “malata” del nostro io.

Quando si è fragili sembra che niente e nessuno possa aiutarci e ho sentito dire che: “le parole non servono”. Io non sono d’accordo. Le parole invece servono eccome, le parole scaldano il cuore, stimolano le menti, arricchiscono le anime ma sopratutto guariscono. Ne sanno qualcosa gli psicoterapeuti che fondano le soluzioni dei loro pazienti sull’articolazione dei pensieri e delle parole che servono ad eviscerare il problema per scavare a fondo fino a poter cambiare in meglio la personalità dei soggetti.

Mi piace pensare sopratutto di non essere da solo, mai, e che a tutte le mie fragilità vi sia una soluzione.

Francamente mi fa sorridere la figura dell’uomo tutto d’un pezzo, sicuro di se e che non mostra mai nessun cedimento. È il classico tipo che quando gli capita la batosta fuori programma finisce in analisi per anni.

L’importante è avere un complice per rendere tutto più semplice e quando vi sentite fragili, apritevi all’altro, semplicemente, parlatene con qualcuno e le cose andranno bene. Mi sento fragile a volte è vero e ne sono consapevolmente felice.

In evidenza

Un pensiero prima di Mezzanotte


L’uomo ha imbrigliato il tempo, l’atomo, e preso coscienza della sua grandezza, ma non è riuscito ad elevarsi come genere. Non credo di vivere abbastanza a lungo da vedere un cambiamento cosi radicale, tuttavia spero davvero che le future generazioni possano trovare la chiave di volta per rendere la nostra umanità all’altezza delle proprie aspettative. Penso ai miei figli, dovranno impegnarsi insieme a me per favorire questo cambiamento.

In evidenza

Empatia


E poi ci sono loro, le persone empatiche, quelle che riescono a stabilire con te un contatto che lega le menti attraverso un complesso codice verbale e paraverbale.

Sono coloro che ti “entrano dentro”, che leggono i tuoi stati d’animo con lo sguardo e non solo e che capiscono al volo cosa vuoi esattamente in quel determinato momento.

Si tratta di rapporti speciali, difficili da trovare, più facili da perdere e non sono soltanto rapporti di amicizia o di amore ma anche di rapporti strettamente professionali.

Ho conosciuto persone durante la mia carriera che hanno avuto questo connotato indipendentemente dall’anzianità anagrafica e lavorativa; con loro ho instaurato un livello di empatia molto soddisfacente. 

E si perché alla fine rimane una grande soddisfazione per essere stati capiti e per aver compreso, diversamente sarebbe stata una discussione decisamente frustrante.

Essere empatici non è da scambiare con l’andare d’accordo, non c’entra niente. Essere empatici è comunicare comprendendo a fondo l’altro. Essere empatici significa concedere all’altro il giusto tempo per poter capire cosa davvero intende dirci, fare dell’ascolto un ascolto attivo e non passivo.

Attraverso alcune tecniche infine è possibile raffinare certi meccanismi e ottenere davvero il meglio da se e dagli altri.

L’empatia non è innata, si coltiva e si sviluppa, dentro di noi, e ci si allena ad essere empatici fino a che non ci viene automatico esserlo.

Un modo per farlo è praticare le seguenti prassi con più persone possibili il più frequentemente possibile:

  • Osservare, fare domande scrutatrici, ascoltare con attenzione

Osservare: Se non siamo dei buoni osservatori dobbiamo diventarlo perché ci aiuterà a capire il contesto emotivo in cui avviene la comunicazione e ci fornirà una marea di informazioni sull’interlocutore. Dobbiamo osservare la sua postura, la sua mimica, le parole che usa, le parole sono importanti, denotano il livello di complessità della discussione.

Le domande scrutatrici: Ci servono a capire se siamo in sintonia, se ciò che ci ha detto e che abbiamo asserito soddisfa i requisiti di comprensione minima ma anche e sopratutto per poter dare per trattato e acquisito quanto finora argomentato con l’interlocutore e andare avanti col resto della conversazione.

Ascoltare con attenzione: Non basta sentire, per ascoltare davvero bisogna dimostrare di aver capito e se questo non è avvenuto dobbiamo sostenere una tesi, fare un’asserzione, per ottenere una conferma verbale o paraverbale della nostra comprensione e poi andare avanti.

Si deve fare di persona ma funzionerà, alla lunga, anche per telefono.

Molti daranno per scontato la modalità comunicativa sopra descritta ma devono sapere che gli analfabeti funzionali in Italia sono ben il 48%….quindi non è affatto cosi. La metà delle volte che ci parliamo non ci si capisce davvero.

Fonte analfabetismo funzionale:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

La prossima volta che parlerete con qualcuno sforzatevi di parlarci così. Allenatevi a capire per farvi capire

Massimiliano Pomella

In evidenza

Reinventarsi


La condizione di precarietà oggi assilla sostanzialmente tutti, anche coloro che un lavoro ce l’hanno e ce l’hanno a tempo indeterminato. Ma il lavoro a tempo indeterminato è tale finché per esempio non tagliano l’asset aziendale su cui sei impiegato e pertanto dobbiamo assolutamente sviluppare l’anticorpo alla disoccupazione, anche se la cosa non ci tange con immediatezza.

E’ un po’ come vaccinarsi in fondo, pensare ad una exit strategy ci serve per molteplici aspetti, non solo psicologici ed economici ma anche per tenere allenata la nostra mente sulle difficoltà da dover superare. La resilienza non si sviluppa da sola, occorre la messa in pratica di alcuni modus operandi del nostro vivere quotidiano e uno di questi è pensare a cosa potremmo fare subito, oggi e con quali mezzi, in alternativa alla nostra attuale professione. Avete mai fatto un esercizio così? Provateci e saprete dirmi se non vale la pena di farlo invece.

Una mia amica, Maura Pierangelini, ha dovuto affrontare il cambiamento. L’azienda per cui lavorava a suo tempo decise di trasferire alcune attività all’estero e lei, non potendo accettare il trasferimento per esigenze di famiglia, fece una scelta di altrettanto coraggio: decise di reinventarsi professionalmente.

Ho voluto porre alcune domande a Maura per capire un po’ meglio questo suo vissuto e per farcelo raccontare. Istruttivo davvero. Buona lettura

Ciao Maura, ci interessa sapere come e quando hai maturato l’idea di diventare Chef: 

L’idea era dentro di me da tanto tempo, dettata dalla passione per la cucina e sussurrata più volte da una mia cara collega, negata in cucina, a cui spesso preparavo il pranzo per non vederla sempre aprire scatolette. Poi la mia vita lavorativa (in tutt’altro campo) ha avuto uno stravolgimento e da quello che doveva essere un evento negativo ho potuto cogliere un’occasione. Ho ricominciato da capo, ho frequentato una scuola, ho studiato e ho faticato, perchè non più tanto giovane. Ma tanta era la voglia di riaffermarmi che mi ha dato la giusta motivazione.

Cosa significa lavorare per se stessi?

Significa lavorare duro, perchè non esiste capo più esigente di se stessi.

Ci puoi rivelare qualche segreto della tua superlativa cucina?

Ma non ho grandi segreti. Mi impegno al massimo, scelgo buone materie prime, cerco di pensare a cosa mangerei io e cosa darei da mangiare a mia figlia e con questi principi è difficile che un piatto venga male!

So che hai creato una tua pagina Social e un sito internet, cosa rappresentano per te?

Per me è stata un’assoluta novità perchè quello dei social era un mondo che non frequentavo. Anche un poco scettica, dico la verità, e sotto un certo punto di vista ancora lo sono, però sono un ottimo mezzo per arrivare velocemente e direttamente alle persone. Per questo ne va fatto un corretto utilizzo. Per me gestire il sito e la pagina è un secondo lavoro. Fotografare, documentare, individuare l’argomento e il momento giusto non è cosa semplice, motivo per cui vado molto fiera dei risultati che con tale cura ottengo.

Oggi un personal Chef può fare tutto da solo or two is megl che uan?

Quattro mani possono fare sicuramente più di due ma dipende, non sempre quantità è indice di qualità. Finora ho lavorato da sola, coadiuvata dal personale di servizio. Ma proprio in questi giorni sta iniziando una collaborazione con un collega che ci permetterà di fare cose diverse e di offrire maggiori servizi. Ovviamente come in tutte le cose occorre una grande sintonia.

Per quale ragione oggi ci si rivolge ad una figura professionale come la tua?

Per svariati motivi. Un classico ovviamente è la preparazione di un banchetto per feste di vario tipo, ma lavoro spesso per cene o pranzi anche per pochi ospiti. Anche cenette romantiche a due. Poi si rivolgono a me anche persone che hanno bisogno di un aiuto per la quotidianità. Invece di acquistare prodotti preconfezionati o sugerlati commissionano a me delle pietanze che poi si conservano e utilizzano all’occorrenza. Poi ci sono le colazioni aziendali, i brunch nei meeting, le merende per i bambini, i cestini per gli operai. Insomma come ho scritto sul sito: mangiamo tre/quattro volte al giorno prima o poi avrete bisogno di me!

Quanto può costare una serata da te organizzata? e come si svolge?

Il costo varia dal menù, dagli ospiti e dalle esigenze del cliente. Per questo non ho un listino. Lo elaboro solo dopo aver parlato con le persone interessate perchè ognuno ha gusti, esigenze e budget diversi. Anche sullo svolgimento ci si accorda. Alcune persone preferiscono che io prepari ed avvii la cena ma poi proseguono per conto proprio la serata e in quel caso propongo delle pietanze che vadano solo scaldate e che non abbiano preparazioni finali molto complesse. Altre invece gradiscono piatti più particolari ed espressi quindi mi approprio della loro cucina e mentre loro passano una rilassata serata in compagnia, io e i miei collaboratori ci occupiamo del resto.

Un cenno sul tuo futuro.

Difficile a dirsi. Se me lo avessi chiesto solo pochi anni fa nemmeno avrei parlato di cucina! Oggi posso dirti che questa professione è tutt’altro che statica e che la mia mente sempre in movimento pensa a tante evoluzioni. Ho diverse idee, che piano piano trasformerò in progetti e che mi auguro riesca a portare a termine. Alcune sono molto ambiziose, altre richiedono un arduo lavoro ma sono una persona molto positiva e con una spiccata progettualità. Ci vediamo tra un anno e facciamo un’altra intervista?

————————————————————————————————–

Il lavoro di Maura potete seguirlo e apprezzarlo dapprima sulla pagina:

http://maurapierangelinichef.it

nonché sulla pagina FB: https://www.facebook.com/maura.pierangelini?fref=ts

E poi di persona….Io l’ho fatto per una ricorrenza ed è stato un evento unico nel suo genere.

Personalizzare una festa, un anniversario, un banchetto è il davvero il TOP.

Al prossimo anno Maura con il racconto dei tuoi nuovi progressi. Grazie

In evidenza

Un pensiero prima di Mezzanotte


5

Ma si è proprio così dai, le persone corrette non hanno la necessità di ferire, il bisogno di vendicarsi, la necessità di far pesare la propria ragione.

In fondo a che serve ragionare e ferire con chi non merita un nano secondo del nostro tempo o della nostra attenzione. Basta prendere le distanze e impazziranno.

Esiste un bon ton ed una eleganza anche nel litigare, fermo restando che a volte è liberatorio e opportuno dire chiaro in faccia che non ci sta bene. Dire ciò che pensiamo chiaro e diretto guardando negli occhi è come usare una spada….pensateci.

In evidenza

“Saldi per incendio”


Ci sono decine di rapporti, provenienti da più Istituti e Istituzioni, in cui ormai è inequivocabile che l’ordine costituito mira a concentrare ricchezze laddove ci sono già e che lo stesso sistema protegge se stesso attraverso la corruzione, agendo a livello finanziario, economico e legislativo. Nessun paese del mondo è escluso e laddove non esista l’elemento di cultura Capitalista, il sistema tende a fagocitarlo, con gli embarghi, con le guerre preventive con la destituzione di governi eletti con altri filo Occidentali o neoliberisti.

l’1% della popolazione mondiale detiene il 50% della ricchezza del pianeta. Lo 0,7% di questo 1% siede nei consigli di amministrazione delle 200 principali Multinazionali.

Sappiamo chi governa il mondo quindi e quale sia la sua forza.

E’ chiaro che non esistano minimamente le condizioni per fare in modo che l’ascensore sociale funzioni per tutti pur essendoci mezzi e soldi per farlo…è una questione di status quo che deve rimanere tale e perpetuarsi.

Nel neoliberismo Capitalista non esiste il merito, è tutto falsato. Sei messo in determinato posto in un determinato momento per un determinato scopo.

Abbiamo il culto delle celebrità cosi che un calciatore o un cantante possano fare milioni e far fare miliardi al sistema, grazie alla nostra adorazione. Chi stabilisce il controvalore di ciò? Il mercato? Ne siete convinti? Le quotazioni di un calciatore le fa il mercato oppure chi tira le fila del Circus? Come può l’immagine di un solo uomo valere come l’estirpazione della fame da tutto l’Angola?

Abbiamo i media di mezzo mondo che fanno propaganda perché traggono la loro linfa vitale dall’assistenzialismo mascherato da quella necessità falsa e ipocrita di un pluralismo di cui non frega niente a nessuno. Non servirebbe pluralità se il mondo fosse giusto, e a maggior ragione non serve pluralità in un mondo ingiusto.

Se ci fosse verità e giustizia i popoli non sarebbero visti come masse da controllare e sottomettere. Penso che sia molto difficile che parta un movimento libertario in tal senso e tuttavia il sistema un punto debole ce l’ha eccome: è governato in maniera assistita dai computer. Oggi il meglio del Capitalismo è nei mainframe dei data warehouse….sapete cosa significa “Saldi per incendio?”. Vi invito a googlare…ma intanto leggetevi questa chicca al seguente link:

http://altrenotizie.org/economia/6701-l1-ovvero-la-meta-di-tutto-.html

In evidenza

Come una Crisalide


E’ tempo di molteplici cambiamenti interiori e come una crisalide affronto il mio.

Il cambiamento non mi ha mai spaventato ne messo pensiero, è come quando si affronta una curva con una moto senza sapere bene cosa ci sia oltre…..e io di curve ne ho fatte tante nella mia vita, senza paura alcuna e spero rappresenti ancora una volta un altro punto di svolta positivo della mia vita, come altri ne ho già avuti in passato.

Ognuno di noi ha i suoi bivi, momenti in cui si presentano occasioni o semplicemente una decisione importante da prendere.

Si tratta di quei momenti che scandiscono più di altri la nostra vita, sono i momenti della trasformazione personale, di un cambiamento professionale, un’amicizia da confinare o una da voler rilanciare, un figlio in arrivo, un nipote da crescere, una nuova passione da coltivare. 

Un processo di metamorfosi ineluttabile.

In tutti i casi è necessario affrontarli con la consapevolezza dei propri mezzi ma anche dei propri limiti.

Dico sempre che : “Se vuoi che la tua vita abbia un determinato sapore ti devi mettere a cucinare”…..e io ho già il camice bello che pronto.

In evidenza

Genitori della generazione X


Quando eravamo piccoli noi era tutto molto più semplice. Avevamo i robot di plastica, le costruzioni e le corse all’aria aperta, il pallone al campo di terra e poi quei fantastici giochi tipo “il salto della cavallina” (uno sopra l’altro e tutti sopra il primo) e lo schiaffo del soldato. Campana e nascondino.

Avevamo la bici ciclocross e giocavamo a biglie.

Siamo cresciuti con Space invaders, Pac man e Donkey Kong, anni più tardi Dragon’s Lear e Doom.

E come erano i nostri genitori? più giovani rispetto a quelli di oggi, meno ansiosi (io andavo a scuola da solo a piedi per 3 km) e certamente più felici. Mancava tutto ma non la speranza, avevamo tutti fiducia nel futuro. Erano i mitici anni 80.

Mi ricordo i falò a 15 anni, i miei primi approcci al mondo femminile (dovevi corteggiare mica come oggi) e la musica elettronica dei Depeche Mode, The Smits, etc etc. Chi di noi non ha una playlist anni 80 nell’iphone?

Oggi è tutto diverso, mi rendo conto di non riuscire minimamente a replicare quel modello formativo che tanto ha fatto per me. Mia figlia fa pattinaggio ed è iscritta ad Inglese, mio figlio a nuoto. Le camerette moderne sono cosi piccole da non consentire di avere un tavolo da gioco per montare una pista della Polistil (magari esistono ancora) o un lego technics da 5000 pezzi. La bicicletta se non c’è una pista ciclabile non si muove e prima è necessario comprare un portabici da adattare alla macchina (anche per il piccoletto di casa altrimenti si offende e magari anche per la moglie sennò si offende pure lei). A scuola da soli neanche per sogno troppi pedofili in giro, troppe Denise Pipitone nel paese. Mi chiedono l’ipad, l’iphone, la wii il nintendo e i figli degli altri genitori uguale. Vorrei cambiare tutto ma non riesco a contrastare l’andazzo. Mio figlio non gioca a calcio perchè il “campetto sotto casa” non ce l’ha…..o va a scuola calcio o niente (e ha già chiesto i pulcini della Lazio sennò niente!!!) 

Mi sembra tutto cosi complicato. 

Sento di dover ripensare ad almeno una parte di questo modello formativo. Forse la colpa è in primo luogo la mia che non ho fatto abbastanza ma poi se mi chiedo cosa avrei potuto fare di diverso faccio fatica a trovare risposta.

Vedremo.

In evidenza

Impariamo a dire “NO”


Diciamo “SI” troppe volte e le dinamiche moderne invece richiedono anche dei “NO” da parte nostra.

Non possiamo essere sempre disponibili per gli altri in qualsiasi circostanza solo perchè abbiamo il timore di farci dei nemici o di averne meno.

Noi temiamo un calo di consenso, un calo di autostima e di stima. Pensiamo di non essere adeguati se ci neghiamo ma se non ci neghiamo nemmeno quando questo comporterebbe un danno per noi stessi, avremo fatto un danno doppio. Pensateci.

Molti di noi proprio non ce la fanno a dire no nemmeno nel bel mezzo di un lavoro molto importante da consegnare per tempo ed è sufficiente che un collega o un amico ci chieda attenzione per farci desistere dal nostro impegno. Sbagliato. A quell’amico o a quel collega bisogna imparare a dire “no, adesso non posso darti la mia attenzione, sarò felice di farlo non appena mi sono liberato dal mio impegno”!!

Se non inflazioniamo la nostra disponibilità, quando lo saremo sarà certamente più apprezzata, al contrario se diremo sempre SI, il momento che diremo NO saremo solo degli stronzi.

Dosiamo la nostra disponibilità e impariamo a dire NO. Avremo gli stessi amici e più rispettosi di noi di prima.

Io lo faccio sempre, qualcuno storce la bocca ma poi capisce e puntualmente poi torna a chiedere un mio SI.

In evidenza

La coppia scoppia


La coppia scoppia. Inutile citare statistiche, aumentano i divorzi e calano i matrimoni. Non è sempre una questione di corna (che rappresenta ancora una buona fetta delle motivazioni) ma anche e sopratutto di soldi, di divergenze insanabili, di figli che non arrivano. I miei genitori sono stati insieme per forza per 40 anni, divisi solo dalla morte ma avevano un non rapporto e stavano insieme per noi figli.

Ho odiato questo loro sacrificio negativo e c’ho letto una punta di egoismo perché alla fine ci hanno fatto vivere nella menzogna di un amore falso, molto somigliante ad una convivenza forzata per quieto vivere. Anche se l’intento era nobile, ovvero quello di preservarci, noi non eravamo certo stupidi da non accorgerci della piccolezza di quell’unione e non eravamo felici a vederli infelici, proprio come noi.

Giurai a me stesso che mai e poi mai avrei vissuto imbrigliato in un amore che non mi avesse amato davvero, figli o non figli…e così è stato. Mi ritrovai divorziato a soli 23 anni, con la convinzione di essere comunque nel giusto, che l’amore non avrebbe mai dovuto scendere a compromessi troppo vincolanti con se stesso, che non avrebbe mai dovuto richiedere il personale annullamento e che avrebbe dovuto farmi sentire speciale e amato per quella persona scelta con cui avrei dovuto vivere per sempre. Stabilii che meritavo davvero di meglio.

“L’amore è eterno finché dura” riportava il titolo di un celebre film di Verdone ed effettivamente è così. L’unione nel tempo cambia, come cambiano gli interessi, l’amore stesso non è più lo stesso e si evolve in qualcos’altro ma alla fine si sta insieme se si condividono gli stessi valori se c’è comunione di intenti, se il progetto di vita a due non si è radicalmente trasformato. Altrimenti l’amore muore.

Mi sono risposato molti anni più tardi perché io nell’amore ci credo, l’amore per me vince sempre (quando c’è) e adesso a distanza di anni ripensando ai miei errori, alla strada percorsa, alle donne che ho amato e che mi hanno voluto bene, dico che non ho rimpianti, che le cose dovevano andare così e che le scelte che sono state fatte mi hanno portato oggi più ragione di quanta ne avessi ieri. Ho amato e sono stato amato ma non abbastanza, almeno non come meritasse il mio amore.

Le persone si lasciano per tutta una serie di motivi validi ma anche per tutta una serie di motivi futili.

Quello che capisco è che il nostro sistema non aiuta la coppia. La civiltà odierna non ha politiche a sostegno della famiglia, politiche che potrebbero eliminare almeno il 50% dei problemi, non sostiene abbastanza il matrimonio come vincolo e non pone la questione del chi fa chi. Per tirare su un amore e una famiglia non si può lavorare entrambi 12 ore al giorno. In questa situazione nessun guardiano dell’amore non rassegnerebbe le sue dimissioni. Troppa pressione, troppa responsabilità e nessun aiuto.

Penso anche che ci si lasci troppo facilmente. Basta davvero troppo poco per mandarsi a quel paese. Questo modo di fare è tipico di chi abusa della propria rete sociale, della propria posizione economica, del proprio egoismo. Non è onorevole tale comportamento e nella stragrande maggioranza dei casi ci si rivela per ciò che si è. Come è possibile farsi certe cattiverie essendosi amati? come si può arrivare a rinnegare così tanto l’altro e se stessi tirando fuori il peggio di noi?

Un aspetto che invidio ai matrimoni di una volta è lo spirito di sacrificio, che oggi non c’è, ma non per stare insieme per forza ma al contrario per rendere colorata e saporita la vita a due, per realizzare quel progetto, fino alla fine.

Che rimane di un amore perduto? nulla, o peggio le cose peggiori e si finisce per saltare da un letto ad un altro nella speranza che qualcosa cambi, che la vita riprenda slancio e un altra piega.

Personalmente quando mi sono lasciato con la mia prima moglie ho preferito a tutto questo un periodo di introspezione, un momento da regalarmi per comprendere meglio me stesso, i miei errori e cosa avrei dovuto fare da li in avanti per plasmare a mio piacimento il mio futuro. Stavo lavorando alla mia responsabilità e maturità interiore….e dopo qualche mese ai “lavori forzati” su me stesso così fu.

La mia vita di lì in avanti prese la piega che avevo disegnato e programmato nella mia testa e 3 anni più tardi trasformai un desiderio e un esigenza di realizzazione emotiva in un cantiere vero e proprio, partendo da fondamenta più solide, muri più spessi, un tetto più alto. Tredici anni più tardi incontrai la mia Giulia, a tutt’oggi mia moglie, che amo moltissimo e quel cantiere non si è fermato, anzi, si è allargato.

Good luck my friends

In evidenza

Ti guardo dritto negli occhi


Mio padre una volta mi disse di stare in guardia da chi parlandomi avrebbe fatto fatica a guardarmi negli occhi e aveva ragione.

Non è facile sostenere la falsità del proprio punto difronte ad un interlocutore che ti osserva dentro.

Mi imbatto sovente in leoni da tastiera, la cui maschera da social network è particolarmente pronunciata ma poi quando me li ritrovo davanti sono solo che agnellini.

Bisogna dire le cose come stanno, sempre, con i dovuti modi, con il giusto tatto e dosando le parole ma bisogna affermare ciò che si pensa sopratutto rimanendo coerenti a se stessi.

La coerenza è davvero qualcosa di raro. L’altro giorno ne parlavo con una mia amica dallo spiccato rigore morale e non se ne faceva una ragione di come molte persone siano incoerenti totalmente rispetto a se stesse, a ciò che vanno dicendo, al loro vissuto.

La sua forma mentis in tal senso le impedisce di capire due fatti fondamentali:

  1. L’uomo, come specie, è un essere incoerente e vive nelle incoerenze, quotidianamente..
  2. Chi decide di elevarsi per affermare potentemente la sua diversità e coerenza viene emarginato

E’ chiaro che le persone che accettano il compromesso con se stesse e sono cosi influenzabili dagli eventi, tali da mostrarsi spesso e candidamente incoerenti, abbiano meno pensieri, siano apparentemente più felici e serene, mentre al contrario chi è molto severo con se stesso deve combattere ogni giorno una lotta per comprendere e accettare posizioni a lui distanti. Ma la vita va cosi, la vita è esattamente questo. Ci selezioniamo sulla base di queste assonanze e le cose funzionano finché il limite che ci siamo dati di accettazione della diversità dell’altro non viene in qualche modo valicato.

Io sono uno che ti guarda dritto negli occhi, senza paura alcuna di essere ferito.

Se accade ciò vorrà dire che avremo imparato qualcosa in più l’uno dell’altro, dall’altro.

Per questo motivo alcune questioni non si risolvono mai, mai, mai, per messaggio o per telefono.

Quelli sono i mezzi adatti a chi non vuole essere guardato negli occhi.

In evidenza

La gentilezza


Perchè parlo della gentilezza? Perchè non è affatto scontata e invece dovrebbe esserlo.

Essere gentili è il primo requisito di una qualsiasi relazione che vuole funzionare, è il motore che porta ad essere felici e sereni e che renderebbe tutti più ricchi. Gentilezza fa rima con ricchezza e non è un caso.

Essere gentili arricchisce la vita di tutti noi e se si stesse tutti più sereni emotivamente di certo questo ci aiuterebbe a lavorare meglio e a produrre di qualità con conseguente arricchimento dell’economia.

Ci avevate mai pensato in questi termini?

Noi non ci pensiamo mai ma ognuno di noi ogni giorno combatte la sua battaglia personale con i suoi problemi, perchè aggiungere a questo un atto di maleducazione come quello di non usare la gentilezza a chi ci sta intorno? Mi direte che siamo tutti cosi impegnati e stressati che mettersi pure ad essere gentili è estremamente difficile…vi pare una scusa plausibile? E’ la gentilezza altrui che allevia il tuo stress, ma per riceverla devi anche essere disposto a darne.

E’ incredibile poi come riusciamo di colpo ad essere gentili quando ci occorre qualcosa da qualcuno, ma la gentilezza a comando verso gli altri non è altro che la parte peggiore della nostra falsità e della nostra ipocrisia. Una “carezza”, perchè sia tale, deve essere un vuoto a perdere.

E’ chiaro che la gentilezza mascherata ha vita breve, le persone lo sanno se stai mentendo ed è solo questione di tempo dopodichè ZAC, ti tagliano la fiducia.

La gentilezza non è forma ma contenuto.

Riusciamo ad essere tanto più gentili tanto il livello di estraneità del ricevente. In famiglia o in amicizia, diciamocelo, nascondendoci dietro la maggior confidenza, pecchiamo alla grande, permettendoci sgarbatezze oltre ogni limite accettabile.

Ho deciso di provare a interiorizzare un processo di condivisione della gentilezza. Sono sicuro che una parte mi tornerà indietro moltiplicata per essa.

E’ arrivato il momento di alzare il livello dello standard di relazione con chi mi sta intorno anche perchè lo sanno tutti che “la gentilezza è l’arma dei più forti”.

Non esiterò ad allontanare però chi intende avere a che fare con me in maniera subdola, con la sua sciatta e falsa gentilezza, per tirarmi dentro un modo di interagire senza valore.

Facciamo così: Io mi impegno, ma lo fai anche tu.

In evidenza

Una legge buona


Jonathan Dupreè ha una figlia Noelle, operata di cancro ai reni. In questo momento cosi delicato della sua vita Noelle avrebbe bisogno della vicinanza del padre ma egli stesso ha già terminato tutta la dotazione di ferie e permessi a sua disposizione. I suoi colleghi quindi si armano di buona volontà e fanno una colletta molto particolare: Una colletta ferie e donano a Jonathan Duprè la modica cifra di 350 giorni.

Esiste una legge che lo consente, che permette lo scambio ferie e donazione fra colleghi.

Jonathan e Noelle vivono in Francia…..

Da noi dobbiamo ancora trovare un lavoro, passare da determinato a indeterminato se ci riusciamo e poi avremo 20gg di ferie dopo un altro anno. Nel frattempo se ti ammali ti licenziano, se sei donna ti fanno firmare le dimissioni in anticipo come in molti casi accade e se fai ricorso il giudice assegnerà una somma ridicola per il risarcimento (2 mensilità per ogni anno maturato ovvero NULLA)

Se avete una legge buona (Italiana) da segnalare vi prego di commentare il post e indicarla.

In bocca al lupo

In evidenza

Oversharing


Ormai passiamo più tempo attaccati allo smartphone che alla Tv, più tempo sui social network che fra noi. L’internet delle cose ha rivoluzionato tutto, compreso il modo di relazionarci, creando nuovi e differenti livelli di “amicizia” con cui interagire.

Non è inusuale che una coppia ai lati di un divano comunichino con post su Facebook o tramite whatsApp, si preferisce il messaggino alla telefonata, il post e contropost piuttosto che incontrarsi per parlarne.

Succede perchè esserci è diventato l’essere e l’essere è diventato meno importante dell’apparire.

Se misuriamo il nostro successo dai “like” che riceviamo o dalle condivisioni che gli altri fanno dei nostri status, se pubblichiamo più selfie che frasi pseudointelligenti, allora abbiamo una riflessione da fare.

Forse siamo in piena sindrome da Oversharing ed è meglio fermarsi un attimo, sparire per un pò, darsi alla macchia!!! Non significa che non socializzeremo più, semplicemente lo faremo “alla vecchia maniera”. State certi che rispolverare il vecchio “muretto”, incontrare gli amici al bar, rendersi disponibile per la propria compagna/o, sarà estremamente salutare, illuminante, bello da rivivire.

Perchè mai dobbiamo condividere ogni singolo passo, singolo pensiero senza tener conto che la sovraesposizione mediatica finisce per togliere il piacere di leggerci, ci fa finire nella lista nera degli unfriends, persone da evitare insomma, al pari di chi dice sempre ciò che pensa.

Ogni tanto sparisco da Facebook, poi torno, ma nel mentre mi disintossico e recupero una parte della mia dimensione umana.

Domanda: Chi non si astiene mai dai social non è che per caso ha problemi a stare da solo?!…..

In evidenza

Il tradimento è un difetto


Mi trovo a parlare di questo argomento fra amici e mi chiedono cosa ne pensi io.

Su questo tema sono stati scritti fiumi di articoli e di parole, ci sono centinaia di statistiche e ognuno ha affrontato l’argomento con il proprio prisma. Io non farò quindi un altra analisi con il rischio di ridondanza, non cercherò una versione univoca della verità, ne tantomeno la conclusione scientifica che piacerebbe molto avere per giustificare facilmente l’atto del tradimento.

Mi limiterò a dirvi come la penso io, nudo e crudo lasciando sottinteso tutto ciò che già si sa su questo.

Quindi a questo punto voglio sgombrare subito il campo e che vi piaccia sentirlo o no dico che per me chi tradisce non solo tradisce due volte (l’altro e se stesso) ma è anche una persona potenzialmente negativa nella vita di tutti i giorni, per se e per gli altri, almeno finché non abbia intrapreso un percorso di crescita interiore.

Dico questo perché a mio avviso si tratta di difetto di  moralità, si tratta di una degenerazione dell’amor proprio e della propria stima ma sopratutto si tratta di una colpevole accettazione della debolezza dei propri valori.

Chi tradisce non ha personalità, ha una scala dei valori che non è robusta, accetta di buon grado il facile compromesso con se stesso e con gli altri, accetta con troppa facilità la causa effetto a seguito di un evento che l’ha coinvolto emotivamente….con buona pace delle conseguenze per se e per l’altro.

Credetemi è troppo semplice, troppo facile dire : “Mi trovavo in un momento di personale debolezza”..o ancora peggio : “Una parte della colpa è sua”….invece è necessario domandarsi : Perché è accaduto?

Adesso qualcuno di voi starà già pensando che tutto ciò ha a che fare con l’emisfero destro del nostro cervello, che uomini e donne la intendono diversamente e che le cause non sono sintetizzabili in una logica a senso unico. La penso così anch’io. Siamo carne e ossa, tempeste di ormoni e emozioni espresse all’ennesima potenza ma non siamo animali, siamo umani e sappiamo controllarle queste benedette emozioni.

NON ME NE FREGA NIENTE DELLE CAUSE E DEI FATTI. NON CONTANO NULLA.

E’ necessario comprendere innanzitutto che la maggior parte di noi non si legge mai dentro, non fa introspezione, non lavora su se stesso per rafforzare i valori e migliorarsi e questo perchè costa fatica, causa dolore, richiede sforzi immani per diventare qualcuno che non siamo ancora e che ci spaventa pure poterlo essere. Il più delle volte siamo senza spina dorsale.

Il tradimento non è solo coniugale, è anche quello dell’amicizia e come per l’amore, l’infedeltà dell’amico che ha condiviso i nostri segreti o che abbiamo sostenuto nelle difficoltà, colpisce nel nucleo più profondo del nostro essere, perché incrina la fiducia in noi stessi. Ci espone al dubbio sulle effettive capacità di farci amare.

E’ un difetto bello grosso perché il danno non è riparabile. Questo non ha a che fare col perdono, non c’entra niente la compassione per l’altro. Non stiamo parlando di un errore da perdonare, di comportamento, di un atteggiamento errato o una situazione che ha generato disagio che può essere analizzata concretamente e soppesata su tutti gli elementi in gioco che l’hanno causata per poi attribuire loro una responsabilità e trovare così una giustificazione plausibile. NO, il tradimento non è un errore personale ne comportamentale ne un atteggiamento sbagliato.

La capacità di tradire equivale al livello del nostro spessore.

Chi tradisce non è perdonabile, mai, semplicemente perché il debito di fiducia che crea è inestinguibile perché causato deliberatamente, senza alcuna giustificazione che abbia una parvenza di giustizia.

Chi tradisce sa di farlo e accetta ancor prima che si verifichino, tutte le sue conseguenze, quindi è inutile che facciamo finta di voler fare i buonisti a tutti i costi, chiudere un occhio o tutt’e due, il più delle volte ci teniamo accanto il traditore solo perché a nostra volta abbiamo noi un altro difetto che calpesta noi stessi: l’inerzia ad agire, l’inerzia al cambiamento, il distacco che ci spaventa. Ci facciamo andare bene qualsiasi cosa pur di non affrontare le nostre paure.

Questo modo di fare procrastina solo nel tempo la naturale conseguenza del vile atto: ovvero l’irrevocabile allontanamento delle parti.

Meglio tagliare il cordone subito, di netto. Avremo fatto un favore ad entrambi restituendo un po’ di giustizia ai nostri bistrattati valori. Meglio essere sinceri e coerenti e poi così ognuno può fare le proprie ulteriori scelte.

Molti tradiscono a più riprese, mentono, si pentono e poi tradiscono ancora, altri non hanno ancora tradito ma lo faranno senza dubbio, almeno una volta, almeno finchè non avranno fatto come coloro che hanno tradito una volta sola e poi giurando a se stessi che non sarebbe accaduto mai più perché in quell’occasione hanno perso irrimediabilmente tutto: L’amore, l’amicizia, la compagna/o, molti anni di vita insieme, emozioni, sensazioni, ricordi e una parte di loro stessi…e perdere una parte di se stessi non è il massimo della vita….

Conclusione: La prossima volta che conoscete qualcuno chiedetegli se abbia mai tradito una volta in vita sua e se dovesse rispondere “Mai”, lasciate perdere, o è un bugiardo oppure sta per diventarlo, mentre invece se al contrario vi parlerà di pentimento sincero allora forse varrà la pena di approfondire, forse avrà imparato la lezione e ad amarsi un po’ di più.

Good luck

In evidenza

I Bambini


Qualunque sia la fonte che consultiate in merito all’argomento troverete sempre che i bambini sono descritti come la speranza del mondo, la continuità della nostra specie, l’occasione di riscatto del genere umano e tante altre belle parole.

Non so voi ma ho come l’impressione che rimarranno tali finchè non comprenderemo che un bambino è un piccolo cucciolo di uomo e i cuccioli di uomo non possono e non devono mai, per nessuna ragione al mondo, essere oggetto di quei comportamenti strumentali e indicibili, propri di un adulto colpevolmente consapevole.

Un bambino nella sua unicità colora la nostra esistenza, ci riporta felicemente indietro nel tempo, proietta le nostre paure e le nostre aspettative. I bambini ci rendono migliori, ci offrono spunti di riflessione che altrimenti non vedremmo mai, argomenti su cui misurarci e metterci in discussione, tabù da affrontare; rivelano con la loro incoscienza e innocenza la nostra corruzione mentale e ci obbligano ad interrogarci su noi stessi.

Un bambino è la nostra migliore sintesi, è l’architrave della nostra vita, un investimento per il futuro della società.

I bambini sono solo belli, buoni portatori di felicità e vanno semplicemente amati, protetti, incoraggiati a dare il loro meglio.

Sembrerà una banalità ma allora ditemi perché i bambini sono vittime di violenze di ogni genere, domestiche, private e pubbliche, per quale ragione sono bistrattati, maltrattati, seviziati, venduti, armati, uccisi. 

Nessun motivo al mondo dovrebbe permetterlo.

Coltivo la speranza che ogni giorno, uomini di buona volontà, ne possano salvare almeno uno, a qualunque latitudine del pianeta in modo che ogni bambino strappato alla morte fisica o interiore possa anch’egli un giorno ergersi a paladino di altri bambini più deboli e contribuire a migliorare un mondo che li condanna per troppo poco da troppo tempo.

Cercherò di promuovere il mio di impegno, ricordando a me stesso che i miei figli non sono miei ma del mondo che li ospita. Posso indicare loro una via ma il cammino di giustizia e verità devono poterlo percorrere da soli.

In evidenza

Divento Vintage


Divento vintage non c’è che dire, i capelli sempre più bianchi, il corpo si affloscia, le rughe avanzano, ma in fin dei conti sono orgoglioso dei miei 44 anni. Rifarei tutte le scelte che ho fatto comprese quelle che mi hanno fatto soffrire, meno quelle che hanno procurato danno e sofferenza agli altri tranne un paio di cui non mi pento affatto. E’ giorno di somme questo e alla fine vedo il segno +, quel tanto che basta per definirmi orgoglioso di me stesso, dei miei traguardi, dei miei progetti, della mia famiglia e dei miei amici che ho selezionato nel tempo e che stasera saranno con me, al mio fianco.

Sono a metà dell’opera (forse, speriamo) e adesso viene il meglio.

Grazie alla mia nuova consapevolezza, alla rinnovata maturità posso riprendere la mia strada convinto che alla fine andrà tutto per il meglio. Vamos

Tanti auguri a me

In evidenza

L’amicizia


Di solito questi sono post che partono con : L’amico è chi……

Vorrei affrontare la questione in un altro modo. Diciamolo subito, chi nella sua vita conta 100 amici o più e/o nel profilo social ha 1000 contatti o più, in realtà non può dire di averli tutti come amici.

C’è una gran confusione sull’argomento quando dovrebbe essere molto semplice: Se condividiamo dei pensieri, post, andiamo a cena insieme e facciamo qualche vacanza all’insegna della leggerezza reciproca non possiamo dire di essere amici. Siamo dei buoni conoscenti, persone che si intrattengono.

Molti confondono questo status di reciprocità con un sentimento, l’amicizia, che è molto più alto.

A questo punto a qualcuno sarà venuto già il dubbio e starà verificando nella sua mente se ha una o più situazioni in cui si riconosce. Tranquilli l’amicizia è qualcosa che si coltiva, non si accende, non si cerca, non si trova. Avete tutto il tempo per impegnarvi.

E’ chiaro che se vado in vacanza con qualcuno è perchè ho una certa inclinazione ma magari è solo la prima o seconda volta che accade. Magari tra l’una e l’altra ci sono degli eventi social che ci hanno tenuto vicino, ma basta per dichiararsi veramente amici?

L’amicizia vuole una parte dell’altro, non si risparmia, non indaga, chiede il tuo bene e non ti mette alla prova. L’amicizia pretende tre cose che non si ottengono ne col tempo ne con la quantità di frequentazione : Il rispetto e l’empatia, l’intimità dell’anima. Quando diciamo “ti voglio bene” a qualcuno gli stiamo dicendo “io ti capisco, sono con te, vicino a te e rispetto il tuo attuale stato d’animo, parlami”.

Il rispetto, che è anche questa, fra le tante, una parola inflazionata, che cos’è?

Il rispetto innazitutto vuole la reciprocità altrimenti muore, desidera la sua perpetuazione, necessita del rigore morale per non essere svilito.

Nell’etimologia della parola rispetto è esplicitato il concetto di “mettersi al posto di”, quindi ti rispetto se mi metto nei tuoi panni e cerco di vedere le cose dal tuo punto di vista.

Credetemi se fra i nostri  valori non abbiamo il rigore morale non riusciremo a rispettare noi stessi, figuriamoci gli altri, se si pensa che si possa rispettare qualcuno a fasi alterne sbagliamo di grosso perchè non è tollerabile la sua mancanza. Dobbiamo farlo sempre. Se vogliamo il rispetto dobbiamo innanzitutto offrirlo, non come merce di scambio, non come un favore ma come punto nodale del rapporto in cui potersi riconoscere. Deve essere assunto come impegno personale, l’amicizia è impegno e responsabilità, al pari di una relazione d’amore.

Guardate che non c’è relazione di valore che non poggi su basi cosi solide, il resto è fuffa. Il resto è una serata al bar, una cena insieme, quattro chiacchere, se va bene una vacanza, e l’anno prossimo si vedrà.

L’empatia: La capacità di entrare in sintonia comprendendo esattamente l’altro. Non ciò che dice ma ciò che sente e da qui l’intimità dell’anima intesa come la naturale voglia di condividere il proprio stato d’animo apertamente e senza filtri. L’amicizia è uno scambio reciproco in cui entrambi aggiungono qualcosa all’altro, l’amicizia dà non toglie, mai.

Se qualche vostro/a amica nel parlare vi pone dei filtri, non è vostra amica/o.

Riflettiamo su questo e caliamolo sui nostri contatti: avete trovato un vero amico? mi auguro di si altrimenti dovete ripassare dal via….

E’ ovvio che la stragrande maggioranza dei casi non sia di vera amicizia anche se noi sentiamo di voler bene a quella persona perchè essere veri amici richiede uno sforzo enorme che pochi vogliono fare.

PS: Forse vi starete chiedendo quanti amici abbia io….Non è importante il numero, l’importante è sapere di averne.

Good Luck

In evidenza

L’equilibrio economico è tanto ma non tutto


Passiamo la metà della nostra vita a rincorrere uno status che non arriverà probabilmente mai, ci affanniamo durante la giornata con ritmi incessanti, ricerchiamo migliori condizioni economiche piuttosto che quelle lavorative tali da poter conciliare meglio il rapporto vita privata/lavoro.

Spendiamo energie dietro straordinari, stakanovismi e arrivismi per avere qualche centinaio di euro in più al mese senza mettere in conto ciò che questo può comportare per noi e per la nostra vita, nonchè l’equilibrio famigliare.

Siamo i nuovi equilibristi tra le mutate esigenze economiche e quelle di una vita famigliare stabile.

I soldi sono il motore del Capitalismo e la moneta controlla in modo incontrovertibile le nostre vite, ma noi possiamo controllare la moneta e ciò che rappresenta per noi? Siamo davvero certi che il nostro rapporto col denaro, con il lavoro, con il nostro status sia proprio ciò di cui abbiamo veramente bisogno? E ancora, è possibile stabilire inequivocabilmente quale sia il nostro punto di equilibrio per una vita dignitosa e rispettosa delle nostre esigenze e di chi ci sta accanto senza compromettere la nostra vocazione e personalità?

Conosco gente che guadagna cifre elevate ma che non ha il tempo di spenderle, che è talmente assente in famiglia che si perde compleanni feste e momenti di crescita dei figli. Secondo voi è felice? Ha trovato il suo punto di equilibrio?

I soldi non sono tutto, il nostro equilibrio lo è, e che senso avrebbe condurre una vita piena di rimorsi?

Bronnie Ware, un’infermiera Americana che per molti anni è stata responsabile delle persone che hanno scelto di morire in casa ha raccolto in un dossier le principali cause di rimorso che esprimono i malati in fase terminale:

#1 AVREI VOLUTO AVERE IL CORAGGIO DI VIVERE LA MIA VITA, NON LA VITA CHE GLI ALTRI SI ASPETTAVANO DA ME

#2 AVREI VOLUTO LAVORARE DI MENO

#3 AVREI VOLUTO AVERE IL CORAGGIO DI ESPRIMERE I MIEI SENTIMENTI

#4 SAREI VOLUTO RIMANERE IN CONTATTO CON GLI AMICI

#5 AVREI VOLUTO ESSERE PIÙ FELICE

http://lastella.altervista.org/uninfermiera-vi-svelo-i-5-piu-grandi-rimpianti-delle-persone-sul-letto-di-morte/

Nella lista non compare mai “avrei voluto essere ricco o essere un dirigente piuttosto che il Presidente degli Stati Uniti”.

So già cosa state pensando : “vallo a fare ad un precario questo discorso, dovrebbe accontentarsi forse?”

Certo che no! E’ molto probabile che quel precario non si trovi nel suo punto di equilibrio e deve trovarne un altro, al più presto!!! Allo stesso tempo conosco precari che vogliono esserlo perchè questo gli garantisce la flessibilità lavorativa per occuparsi anche di altro, di sentirsi impegnati quanto basta per soddisfare anche altre esigenze personali. Il famoso punto di equilibrio raggiunto.

In evidenza

Rivelazioni


La gente non cambia, si rivela. E’ sempre stato così, da sempre. Nel bene o nel male le persone , anche e sopratutto quelle a noi più care ci riservano delle sorprese. A volte positive, il più delle volte negative.

Penso che abbia a che fare con la natura umana e con i concetti di “gabbia mentale” di cui ho parlato in un altro mio articolo. Qualcuno di noi vive dei disagi interiori che maschera e li maschera molto bene per anni, in attesa dell’evento che li liberi. Non so dire se certe persone fungano da accumulatori di eventi che modificano la personalità e senza riuscire a gestire il trauma, ma quello che ho capito è che alcuni covano rancori, disequilibri non immediatamente evidenti, coltivano insane manie e non scaricano mai ne prendono coscienza, ne lo affrontano come dovrebbero.

Non è pensabile di poter stare accanto ad una persona per molti anni e scoprire improvvisamente di avere a che fare con un tipo dalla personalità bipolare….ci saranno dei segnali mi direte, ovvio che si ma sono rarefatti, si mescolano con altri tipi di disagio, si fanno passare per “paturnie personali”, per i cosidetti “momenti no” e sono invece sono lo specchio di qualcos’altro pronto ad esplodere in tutta la sua potenza. L’amore sopratutto e la paura di affrontare la questione ci fanno rimandare, chiudere gli occhi, all’inverosimile.

Triste a chi capita perchè sono quelle situazioni in cui rimani ferito/a a morte e rialzarsi è difficile (ma non impossibile).

La caratteristica principale che si manifesta subito dopo la bomba emotiva scatenante è la cattiveria, in abbondanza, virulenta, inarrestabile, quasi a sottolineare come l’altro sia il responsabile di quei disagi sopiti per anni, ma non è quasi mai così.

Chi entra in terapia rivela addirittura una condizione di frustrazione vecchia di molti anni, talvolta preesistente alla conoscenza reciproca, con cause non direttamente collegabili al partner.

Ecco io dico che la cattiveria è l’elemento che contraddistingue una persona, la cattiveria gratuita non si coltiva ce l’hai nel DNA ed esprimerla o non esprimerla fa la differenza fra una persona matura, stabile interiormente, e una con seri problemi personali.

In questa “guerra” nessuno vince. Tutti ci rimettono qualcosa a cominciare dagli anni migliori perduti per la strada, la fiducia nel prossimo, l’equilibrio psicofisico.

Chi non si accorge di ciò che lo circonda è certamente più esposto al rischio di dover affrontare casi del genere e l’amore non giustifica la cecità. Nessun amore dovrebbe pretendere l’annullamento fino a questo punto, l’amore quando è sano si nutre delle proprie individualità. Vale anche per altri tipi di rapporto.

A volte il tempo aggiusta tutto a volte c’è bisogno di un sostegno professionale, ma il sole alla fine torna sempre negli occhi di chi lo vuol guardare davvero.

Forza e coraggio. Rialzarsi e combattere, fino alla fine.

Massimiliano Pomella

In evidenza

Io non sono ciò che faccio


A chi non è capitato di sentirsi fuori luogo, fuori tempo e distante da tutto ciò che dovrebbe farlo sentire davvero se stesso? Siamo come ingabbiati.

Tutto il nostro essere lo è, sin da quando nasciamo ci vengono imposte le cosiddette “regole della società civile” e sono un pacchetto di negazioni vere più che di opportunità di potersi esprimere nel proprio libero arbitrio. Dai adesso non ditemi che credete davvero di essere liberi….liberi di fare ciò che volete (nel rispetto della libertà altrui), di andare dove volete (non parlo di prendere un treno per Milano), di esprimere la vostra essenza all’ennesima potenza.

No non lo siamo, nessuno, tranne chi tiene le redini del gioco ovviamente.

Alcuni milioni di noi sono solo pedine di un gioco più grande di loro, molti miliardi sono solo i nuovi schiavi che lavorano per sostenere il neoliberismo Capitalista, molti altri milioni di uomini credono infine di essere davvero liberi e vivono in una sorta di Matrix in cui pensano che se possono andare in vacanza alle Maldive, comprare un auto, una casa, allora sono liberi, realizzati, felici e migliori o più fortunati di altri. Tutte cazzate, niente di più lontano dalla verità.

Tutto questo invece ha un prezzo salato da pagare. La nostra vera libertà, la sopravvivenza del Pianeta.

Pensateci un po’ su….stiamo tagliando il ramo su cui siamo seduti.

Io non sono i voti che prendo a scuola o in politica, non ciò che faccio nella mia professione, non il prodotto del neoliberismo, non quello che vorrebbero gli altri che io fossi. Io sono il risultato della mia capacità di comprendere ciò che mi circonda, io sono le impronte che lascio, io sono i fatti che contraddistinguono il mio operato in terra. Sono il mio modus operandi, la mia cultura, la mia sensibilità, la mia generosità ed altruismo, sono colui che si offre senza chiedere nulla in cambio…e invece il sistema ci giudica e ci classifica in base alle cose che diciamo, ai risultati che produciamo per esso, ci giudica rispetto alla professione esercitata, alla posizione che occupiamo nella scala sociale. Un giudizio sull’effimero e decontestualizzato rispetto alla grandezza dell’uomo come specie. Una mortificazione senza precedenti che vorrebbe stabilire dinanzi a tutti chi sei tu.

Ma che ne sa il sistema di chi sono io? Ma sopratutto gli interessa davvero? Certo che no. Per il sistema io sono solo un consumatore, uno da far lavorare 10 ore al giorno e spendere il 90% di ciò che guadagna. Dovrei aborrire il sistema, concretamente, tuttavia non ho il coraggio di ribellarmi ad esso, troppo forti le pressioni, troppo forti i condizionamenti imposti, la mia gabbia mentale funziona a perfezione e staccare la spina al sistema non mi è consentito. Troppe ripercussioni, si accenderebbero conflittualità interne ed esterne, sarei un emarginato, un invisibile fra gli invisibili. Come un Clochard.

Qual è lo scopo di tutto questo? Non vi darò una versione complottista, ognuno si documenti come può, faccia delle ricerche, sia curioso e assetato di informazioni e approdi per quanto può alla sua verità, sarà sempre meglio della meschina menzogna in cui ci fanno vivere ogni giorno.

Le persone devono essere “educate” ad un contesto, “ingabbiate” per evitare che pensino con la loro testa. E’ necessario uniformarle al pensiero unico, ma questa è la mia visione, non pretendo che sia anche la vostra. Mi accontento che ci riflettiate sopra.

I miei pensieri liberi sono come cerchi concentrici che si creano nell’acqua quando cadono gocce di pioggia in una pozzanghera…solo che non si disperdono ma sbattono contro le mura della mia gabbia mentale e rimbalzano all’infinito per milioni di volte senza disperdersi mai, sono sempre lì e ogni tanto riaffiorano fino al prossimo rigurgito di coscienza per poi sopirsi ancora e ancora una volta, in un loop esistenziale ciclico e senza fine, finché un evento, un domani, non li liberi davvero. Allora e solo allora sarò libero, sarò libero da questa mia inquietudine personale solo quando ci sarà qualcuno che avrà la forza di disegnare un altro mondo per noi.

Massimiliano Pomella

In evidenza

La determinazione è tutto


Se vogliamo impersonificare la determinazione in un uomo, quello è Alex Zanardi.

Alex è uno sportivo di razza, sia prima che dopo il suo incidente in formula Uno e non ha mai smesso di stupirci.

Quell’incidente del 2000 lo ha privato delle gambe e non esagero se dico che qualsiasi altra persona al suo posto si sarebbe abbattuta, isolata, avrebbe fatto largo alla depressione….ma non lui, non l’Alex nostrano, che dopo le protesi alle gambe immaginò un altra vita per se stesso, un altra opportunità, non chiedendosi cosa avrebbe potuto fare con le gambe se le avesse avute ancora ma chiedendosi cosa avrebbe potuto fare di straordinario senza.

Non è un caso il suo ritorno in Formula Uno qualche anno più tardi per una breve stagione, il paraciclismo, le paralimpiadi, le Maratone di New York e Roma, l’Iron Man delle Hawaii….in tutte le competizioni ha ottenuto brillanti risultati.

Nell’ultima sua gara, la maratona di Berlino, la sua bici l’ha mollato a 9 km dalla fine e Alex si è messo a spingere su una ruota con una mano per poter proseguire….L’importante a quel punto non era vincere ma arrivare alla fine! Provate solo ad immaginare cosa significhi spingere per 9 km una handbike e il proprio peso…molti non riescono a fare 3 km e anche meno sulle proprie gambe!

Alex è un raro esempio di determinazione e forza interiore e sono due qualità che si possono coltivare ma richiedono un tributo elevato: l’impegno e la responsabilità, costanti e di valore. In cambio c’è l’eccellenza assoluta in tutto ciò che ci si prefigge di raggiungere.

Ho raccontato questa parabola per sottolineare come sia difficile a volte, se non impossibile, reagire positivamente agli eventi della vita ma solo e sopratutto se questi accadono e ci trovano impreparati. Le difficoltà quotidiane grandi o piccole sono il nostro “allenamento” e rappresentano delle perfette “opportunità” per coltivare la nostra determinazione e la nostra forza.

Non importa quante volte tu vada al tappeto ma importa quante volte tu sia disposto a rialzarti.

Grazie Alex per le lezioni di vita che ci dai.

Massimiliano Pomella

In evidenza

Dovrei essere solo al mondo


Dovrei essere solo al mondo se applicassi fedelmente i principi di trasparenza e di schiettezza fra le parti.

Nessuno vuole sentirsi dire “certe cose”, subire disamine personali, indipendentemente dalla loro fondatezza. Per questo motivo nel Circus delle nostre amicizie alcuni giudizi rimangono confinati nella nostra mente e non escono. I rapporti sono simili ad una sinusoide e i picchi verso l’alto sono le curve positive del grado di empatia che viene prodotto fra le parti mentre quelle negative non sono altro che vuoti di correttezza o semplicemente assenza di interlocuzione (che è pure peggio).

Un rapporto di amicizia è assimilabile in definitiva ad un conto corrente bancario dove le buone cose sono i versamenti e quelle cattive sono i prelevamenti. Tutto ciò sta in piedi finchè il conto non va in rosso….

Quanto siamo disposti a tollerare è l’indicatore della qualità del rapporto, della stima che abbiamo nell’altro, del grado di intelligenza che attribuiamo al nostro interlocutore.

Se sconfini ti chiudo il conto. E’ sempre stato così e così sarà.

Mi direte che esiste anche il ravvedimento e che un conto si possa anche riaprire almeno una volta. Ebbene vi assicuro che quel conto sarà un sorvegliato speciale, la magia non tornerà e la fiducia assomiglierà molto più che ad un credito a scadenza.

Quindi è meglio tacere, non dire le cose come stanno, preservare il tutto nel nome di una quiete forzata?

Assolutamente no, ma è anche chiaro che non possiamo fare disamine approfondite sui comportamenti di tutti coloro che ci circondano perchè troveremmo in tutti qualcosa che non ci piace e finiremmo per restare soli o in compagnia di una becera solitudine.

Chi vuol capire capisca

In evidenza

La singletudine


Ho volutamente usato il neologismo per sottolineare come sia triste questa condizione a partire dal nome (per me).

Sono stato single anch’io e nonostante non dovessi rendere conto a nessuno, poter vivere la libertà personale e non avere nessun obbligo nei confronti di alcuna partner, questo status mi faceva sentire incompleto. Essere single oggi è anche una scelta, opinabile come tante altre, ma pur sempre una rispettabile scelta, purchè però si abbia la certezza che questo non ci condizioni negativamente l’esistenza, come invece leggo nelle parole di molti single “per scelta”.

Molte persone appaiono fiere e felici, ma non lo sono. Qualcuno non lo ammetterà mai, altre si fanno scappare post dilatori sui social e altri ancora affermano candidamente che non sono certo felici ma di non essere certi di poterlo essere se fossero accompagnati (uno strano assunto).

Intanto va detto che l’uomo non è progettato per stare “solo” e che il suo bisogno di socialità è estremo, antropomorfa, così come è antropomorfa la sua ricerca di accoppiamento e la scelta di vivere in coppia, possibilmente formando una famiglia.

Alla famiglia l’uomo ha attribuito sempre un valore aggiunto, sin dall’antichità. La famiglia o la vita in coppia è sempre stata un baluardo della procreazione o della protezione dell’altro. Non sono un caso le cascate ormonali che produce l’organismo quando siamo a contatto con qualcuno che ci piace o ci fa stare bene e la sensazione di protezione che allora avveniva nelle caverne del Paleolitico è sopravvissuta alla storia e perdura nella giungla dei Grattacieli che si sono eretti nel mondo moderno ma i meccanismi sono esattamente gli stessi di sempre.

La vita è un percorso difficile, doloroso e irto di ostacoli e farlo in due rende le cose più facili; è indubbiamente così.

Molti mi dicono : “Facile per te che hai moglie e figli, hai avuto tutto dalla vita mentre io non ho trovato ne l’uno ne l’altro”. Intanto non è detto che duri per sempre (anche se me lo auguro) e quindi in qualità di uomo e soggetto fallibile potrei ritrovarmi anch’io in questa circostanza e poi a chi mi dice questo devo ricordare o dire quanto io abbia faticato prima di avere ciò che ho ottenuto. Non sono uno che sta in una situazione tanto per starci e mi darei da fare in ogni caso per uscirne se questa non corrispondesse alle mie esigenze di felicità.

Peraltro il discorso qui si fa più complicato perchè, smarcato il fatto che stare in due sia decisamente meglio, ottenere una relazione duratura e stabile con un partner è qualcosa che ha a che fare con il nostro modo di relazionarci e di vedere le cose che ci circondano, la percezione dell’altro dipende molto dalle nostre “Mappe Mentali” che ci guidano nelle nostre scelte quotidiane.

Penso che esistano delle mappe migliori di altre che facciano fare delle scelte migliori di altre e che ci guidino verso la nostra personale felicità meglio che in altri casi. Ho sempre creduto che le cose non succedano per caso ma che si possano far accadere e quando dico “La tua felicità e il tuo destino sono là fuori da qualche parte devi solo andarteli a prendere”, molti non comprendono (analfabeti funzionali??) cosa io voglia dire.

Forse è il caso di fare introspezioni più profonde e di capire se è il caso di dare una regolata alle nostre mappe.

Termino dicendo che non è molto importante quante porte in faccia abbiamo preso, quante delusioni e quante volte siamo caduti a terra, l’importante è quante volte siamo disposti a tirarci su e a ricominciare perchè la vita è anche un dono speciale e vale la pena di essere vissuta, sempre, a pieno. In coppia perchè no, cercando colui o colei che più si avvicina ai nostri desiderata (ma siamo consapevoli di quali realmente siano?) e alla fine provare a trovare un equilibrio interiore che tenga in equilibrio la coppia, indipentemente che arrivino figli oppure no (perchè nessun mancato figlio sana i problemi di due partner ne può ingenerare tali sensi di colpa nell’altro da distruggere il legame creato).

PS: Il post non fa riferimento ad alcuno dei miei amici, è impersonale e generico, non giudica nessuno e vuole solo far riflettere.

Good luck, me compreso che ho famiglia

In evidenza

Democrazia in ostaggio


Che democrazia è quella che è tenuta in ostaggio da un algoritmo che genera 85 milioni di emendamenti? In teoria il regolamento dice che dovrebbero essere esaminati tutti prima di poter essere cassati e i Presidenti di Camera e Senato possono ricorrere al metodo del “Canguro” ovvero “discuterne uno ogni 10.000″….si ma anche così ci vorrebbero giorni per smaltirli tutti. Oppure ritenerli inammissibili.

In realtà non ne discuteranno nemmeno uno. Semplicemente avverrà il loro intero ritiro ma a patto di aver ricevuto dalla controparte del governo rassicurazioni soddisfacenti circa alcune modifiche in seno a leggi in approvazione presenti e future. Un algoritmo quello di Calderoli che non è altro che un ipoteca sulla prosecuzione di determinate condizioni di perpetrazione dello status quo.

Mi direte : Embè anche i Grillini hanno presentato centinaia di emendamenti finora…certo che si Signori miei ma non frutto di un algoritmo, mica sono inventati di sana pianta per essere cassati, quelli dei Grillini sono frutto delle attività delle commissioni e anche delle proposte che arrivano dalla piattaforma di discussione delle leggi appositamente creata e funzionale alla democrazia liquida.

Io dico che non siamo più in Democrazia da almeno un ventennio e che sia il caso di affrancarci dalla rappresentatività dei partiti per passare a quella partecipativa dei cittadini.

Ci vuole più partecipazione civile, una classe dirigente nuova, onesta, non di professione e tutto questo non fa il paio con chi ci sta rubando il futuro, nostro e dei nostri figli.

PS:

NON ABBIAMO UN PREMIER ESPRESSIONE DEL VOTO DA OLTRE 1200 GIORNI…..(DEMOCRATICISSIMI)

In evidenza

I N C O N T E N T A B I L I – A buon ragione


IMG_3157

A leggere la vignetta dovrebbero scattare numerosi e poderosi calci nel sedere di chi non fa altro che lamentarsi nella sua vita….”Se ti sei alzato stamattina sei più fortunato del milione che non sopravviveranno questa settimana”…detta così qualsiasi accenno ad un “ma..” sarebbe bollato come un “guarda questo che schifoso ingrato”.

E che dire del fatto che “se hai cibo nel frigo, vestiti e un tetto sei nel 75% della popolazione più ricca del pianeta”….beh stiamo zitti no?

In realtà le cose vanno incasellate in un altro verso. Vanno relativizzate.

L’uomo innanzitutto, antropomorficamente, è progettato per la ricerca continua della sua sopravvivenza, perpetuazione della specie e miglioramenti continui del suo status quo. Si chiama evoluzione continua della specie e tende a modificare il pianeta, l’habitat e le sue condizioni di vita per ricercare le migliori. Questo accade su scala globale, a tutte le latitudini, da sempre. Non è un caso che i villaggi e gli insediamenti nascessero sulle rive dei fiumi.

Non pensiate che laddove non ci sia acqua non ci siamo popolazioni che tendano ad averla, laddove non ci siamo scuole che non tendano a costruirne, laddove non ci sia cibo a coltivare comunque la scarsa e arida terra o a spostarsi un po’ più in là per conquistarlo, anche con la guerra e più spesso di quanto si pensi.

I mutamenti sono continui e non uguali dappertutto. Alcune conquiste ci sembrano ridicole per noi Occidentali mentre per altri sono come passi sulla luna. Ad esempio la costruzione di un pozzo per la raccolta dell’acqua quando noi siamo abituati ad aprire un rubinetto in una cucina. Oppure la realizzazione di Nano Chip da 84 micron di diametro che consentirà sviluppi impensabili nell’informatica di domani.

image2Unknown3

Nei paesi Occidentali una persona che ricade in quel 75% di ricchezza cercherà l’ascensore sociale per entrare a far parte di quel 25% rimanente. Sono gli stessi motivi che ci spingono a cambiare amicizie, marito, moglie, casa, città etc etc…

Noi cambiamo per migliorarci.

Per finire voglio concludere dicendo che non ci sentiremo mai davvero troppo in colpa per le condizioni degli altri perché spenderemo il tempo per pensare a migliorare le nostre. Anche chi dedica una parte della sua vita agli altri, come nel volontariato per esempio, in realtà tende a migliorare se stesso e la sua condizione personale.

La ruota gira così e il mondo in realtà sta molto meglio di 30 o 50 anni fa. La fame nel mondo colpiva oltre 1,5 miliardi di persone e oggi siamo a 800 milioni. Sempre tantissimi ma l’uomo ha oggi i mezzi per la sua eradicazione, se solo lo volesse.

http://www.fao.org/news/story/it/item/288348/icode/

La vignetta tira in ballo gli analfabeti. In ogni caso se esistono nel mondo 771 milioni di analfabeti completi, in Italia abbiamo un tristissimo RECORD: 25 milioni di analfabeti funzionali e non credo sia meglio che non saper leggere proprio (l’analfabeta funzionale è colui che legge ma non comprende a pieno il significato)

25 milioni Signori..non so se rendo…è come dire che poco più di una persona su due con cui parlate ogni giorno, vi guarda, vi ascolta ma non vi comprende davvero….(poi c’è né qualche milione che fa finta di non capire perché gli fa comodo)….fate vobis….ne abbiamo di motivi per lamentarci, eccome.

https://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

Massimiliano Pomella

In evidenza

Inside Out


Papà mi porti al cinema? C’è “Inside Out”.

Pete Docter è certamente uno di quei registi che meglio di altri sanno parlare di emozioni nel mondo della Pixar. Celebre ormai il suo “UP” in cui un dolcissimo nonnino intraprendeva un viaggio alle cascate Paradiso con la sua casa attaccata ai palloncini. Quanto ci è piaciuto.

Inside Out è un vero capolavoro nel racconto dei sentimenti umani in cui Rabbia, Disgusto, Gioia, Tristezza, Paura, al comando della “consolle centrale” guidano la crescita di Riley in un’ alternanza di eventi che la segnano indelebilmente e ne disegnano la futura ragazza che sarà.

Del resto chi guarda non può fare a meno di immedesimarsi in lei, nella sua storia perchè ci sono dei tratti comuni in cui ritrovarsi certamente. Chi di noi da piccolino non ha affrontato un dispiacere più grande da dover gestire, un padre che non ti sà capire, o compagni di scuola che ti maltrattano?

Come in un macchina del tempo l’adulto torna immediatamente bambino associando la condizione che vive la protagonista con gli eventi della sua storia personale e i pensieri volano.

Non svelerò qui lo svolgimento, la trama nei dettagli o il finale, non sarebbe corretto ne interessante, quello che è interessante è il motivo per cui dovete andarlo a vedere, che abbiate figli oppure no:

Si parla dei ricordi, della personalità in costruzione, del ruolo dei genitori, di come certe cose cambiano i rapporti ed è un film che dona emozioni. Non è certo un film asettico Inside out. Vi farà riflettere certamente su alcuni aspetti della vostra vita e vi darà un opportunità per capire cosa state facendo. E’ uno di quei film in cui si piange per intenderci, ma si ride anche a crepapelle.

Vi farà ripensare al ruolo della paura e della tristezza, a come canalizzare la rabbia e del perchè sia necessario che la gioia sia l’elemento prevalente della nostra personalità.

Un film robusto non c’è che dire. Non ve ne pentirete

In evidenza

Settembre


L’equinozio autunnale segna il cambio stagione ed è accompagnato dal mutamento climatico repentino.Settembre si porta via un’estate lunga e afosa, lascia comunque dei bei ricordi per me e la mia famiglia.

È sempre un buon mese per me Settembre perché mi riscopre con nuova energia, riprendono i contatti, il lavoro e quella tranquillizzante routine quotidiana con il suo carico di tante cose da fare.

Settembre è il mese della scuola e delle scadenze, dei buoni propositi post ferie e anticipa il lungo inverno  con la sua luce più tiepida.

Mi piace Settembre

In evidenza

L’amore vince sempre


Quando l’amore ti prende ti pervade e ti trasporta in una dimensione in cui non sei più solo, l’unione delle anime si salda e il confine tra la follia che richiede l’amore e la sua lucida incoscienza viene segnato dallo scandire di due cuori che battono all’unisono.

Il nostro, Giulia, è un amore visto crescere fra le mani, plasmato nel tempo, curato fin dal secondo che precede quell’attimo in cui rivediamo i nostri occhi riaprisi dopo la notte, ancora una volta, per ogni giorno trascorso fino ad oggi.

Ci siamo scambiati i nostri inverni, abbiamo provato il buio delle emozioni e il dolore dell’anima che diveniva improvvisamente orfana della speranza di poter guarire dai suoi graffi, ma poi alla fine l’amore ha vinto.

Abbiamo passato anche noi le nostre giornate vuote, buttate là, prive di senso, abbiamo litigato, ci siamo allontanati ma poi abbiamo affrontato i nostri demoni e vinto le nostre paure, superando gli egoismi, abbandonando l’egocentrismo e coltivando quella nostra luce che ci aveva dapprima unito. Oggi siamo una cosa sola e con i nostri figli abbiamo sconfitto la morte….e ci potrà pure essere un momento in cui potremo perderci ma non avremo mai il rimpianto di non aver provato a ricominciare per l’altro, a cercarci, ancora una volta per rendere onore e rispetto al nostro sentimento, alla nostra storia.

Io sarò con te sempre, in ogni istante della tua vita.

L’amore vince sempre mia dolce Giulia.

https://youtu.be/y9NcjmDpcB8